Archivio per la categoria ‘Attività’

Il commento di Claude e Pascale …

Claude et Pascale

Claude e Pascale – Lycée Bressis

Dopo un’accoglienza calorosa dei ragazzi e degli insegnanti abbiamo esposto in lingua francese le abitudini ambientali del comune di Annecy e dell’agglomerazione.
I supporti pedagogici ludici che trattano della raccolta differenziata hanno evidenziato che le preoccupazioni e le pratiche erano molto simili tra Vicenza ed Annecy.
La riconoscenza rapida e diretta di queste informazioni ha consentito agli alunni, ben preparati prima, di impegnarsi subito superando pure la normale difficoltà linguistica dovuta all’accento del parlante nativo.

Ad esempio i ragazzi hanno letto in francese il calendario/agenda pubblicato dal SILA (ente incaricato della comunicazione sulla tutela dell’ambiente ad Annecy); il documento presentato sul modello fumetto, è piaciuto molto e loro stessi hanno proposto di andare a vedere su internet l’origine del documento per saperne di più; quindi grazie alla LIM hanno potuto farlo in diretta. L’accesso rapido su altri link ha suscitato altre domande e altre curiosità da parte degli alunni stessi .

Questo ha consentito di scoprire esempi concreti di tutela dell’ ambiente e di far capire le conseguenze di ogni nostro atto individuale sul collettivo e viceversa.
I ragazzi entusiasti hanno potuto anche rendersi conto che l’argomento è ampio e non ha frontiere scoprendo il sito riguardando la protezione dei laghi alpini in Francia, Svizzera, Italia e Slovenia.
La ricchezza delle informazioni su internet a portata di mano con la LIM ha consentito di allargare il dibattito portandolo a livello del nostro pianeta pur stando attento alla sovrinformazione e al greenwashing.

E’ stata una bella esperienza per noi e soprattutto per i ragazzi.

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Marzotto e la città sociale di Valdagno

La Marzotto è nata nell’ 800 sfruttando le risorse naturali: l’acqua del fiume Agno, la lana delle pecore che pascolavano sulle montagne vicine. La lana e la seta venivano lavorate come diceva la tradizione. La Marzotto era una grande sede dell’industria tessile, questo settore ha sempre interessato in modo importante la zona vicentina.

L’impresa familiare diventa una grande fabbrica

L’impresa si trasformò da familiare a una vera e propria fabbrica, che dava lavoro a tutta la città, anche ai paesi circostanti e impegnava moltissima manodopera femminile.

La nascita di un’azienda come diremmo oggi socialmente responsabile

la città sociale

La città sociale

Gaetano Marzotto si rese conto che c’era una grande mortalità di donne e bambini durante il parto così costruì la maternità. Poi creò l’asilo nido per avvicinare i bambini alle donne, costruì le case per gli operai vicine alla fabbrica, suole medie, superiori, scuola di musica, campi da calcio, due piscine. Egli fece costruire tutte le infrastrutture necessarie per il benessere  e la salute dei suoi operai aveva anche organizzato le vacanze al mare e in montagna per gli operai della sua fabbrica che ormai erano considerati ricchi grazie alle molteplici opportunità date dalla famiglia Marzotto.

ITIS MARZOTTO

Questa scuola, fa parte anch’essa della città sociale infatti è stata costruita dai Marzotto, inizialmente era nata come un istituto professionale, poi diventò un istituto tessile dove i ragazzi potevano apprendere con molta facilità questo lavoro, grazie ai laboratori e alle aule attrezzate per queste attività.

Non è stata una casualità andare a visitare la città sociale, ma un approfondimento per il progetto che ormai da due anni stiamo trattando in classe;

LO SVILUPPO SOSTENIBILE.

Questa è stata una bella esperienza per poter capire come gli imprenditori vicentini erano abili e intelligenti nel comprendere le reali esigenze che aveva un’azienda per poter raggiungere il massimo dei profitti.

 

 

La differenziata ad Anneçy

Gli ospiti di Anneçy

Gli ospiti di Anneçy predispongono il materiale

Nel mese di Marzo abbiamo accolto nella nostra classe alcuni studenti (con i loro docenti) del Lycée Le Bressis di Anneçy con cui la nostra scuola è gemellata.
Abbiamo avuto così l’opportunità di conoscere il progetto educativo in corso presso il Liceo Bressis, scuola eco-responsabile.

studentesse di Anneçy con insegnante

Due studentesse di Anneçy con insegnante

I nostri compagni francesi, nella loro scuola, devono raggiungere l’obiettivo di “Lycéens écocitoyen” attraverso le seguenti azioni:
raccolta differenziata o seconda vita di giornali, creazione di volantini per sensibilizzare all’uso dei fogli su entrambi i lati, utilizzo di pagelle in carta riciclata, uso di inchiostri vegetali, realizzazione di eco-lezioni, elezione di rappresentanti di classe eco-responsabili e… tante altre iniziative ……

Filippo alla LIM

Filippo e Claude interagiscono sulla LIM

E’ intervenuto anche un insegnante dell’Agglomeration d’Anneçy che ci ha esposto le varie iniziative che la comunità attua per lo sviluppo sostenibile. Ci ha fornito anche molto materiale informativo tra cui “la carte verte” per scoprire i siti natura e ambiente, i mezzi di trasporto alternativi all’auto, …
Abbiamo visitato anche alcuni siti web tra cui www.frapna.org e www.annecy.fr. La LIM ci è stata veramente utile perchè ci ha consentito di superare i confini della classe e conoscere siti e situazioni che magari da soli non avremo saputo scoprire e che l’insegnate francese non avrebbe potuto mostrarci in quel momento.

E, nonostante ci abbiano detto che la scuola con cui siamo gemellati sia molto bella, abbiamo scoperto che quella scuola non è ancora dotata di LIM nelle aule e quindi noi (Filippo in particolare) abbiamo aiutato il signor Claude nell’utilizzo della LIM.

insegnante di Francese

L’insegnante di Francese illustra un depliant di Anneçy

E’ stata una mattinata piacevole e coinvolgente, soprattutto lo scambio di esperienze tra noi e i compagni francesi ed anche i loro docenti, noi abbiamo avuto modo di esporre le nostre iniziative e metterle a confronto con le loro. Ci siamo sentiti veramente protagonisti e crediamo che entrambi possiamo trarre utili spunti di riflessione e idee per migliorare la raccolta differenziata nelle nostre scuole contribuendo, nel nostro piccolo, allo sviluppo sostenibile.

Il commento di Claude e della prof.ssa Pascale

Anche gli ospiti francesi Claude e Pascale, docente di Lingua Italiana presso le Lycée Bressis di Seynod-Anneçy, hanno espresso le loro riflessioni sullo scambio di esperienze. […].

Attività dell’a.s. 2010-2011

Attività dell’a.s. 2010-2011.

Relazione sulla visita al Vajont

Dopo vari lavori in classe, tra la visione dell’orazione civile, lettura degli articoli dei giornalisti che hanno commentato la tragedia ed una scrittura documentata sui fatti appresi e sul nostro commento sulle responsabilità del Vajont.
Il 2 maggio 2012 la classe 2 B è andata in gita scolastica a Longarone insieme alla 2 C con la professoressa Drago, la professoressa Ziggiotto e il professor Bersani.
Siamo partiti verso le 7:30 e siamo arrivati verso le 10:30 è stato bellissimo vedere sbucare dalle montagne la diga, è davvero enorme. Man mano che si salivano le montagne pensavo le al disastro, che tutto quello un giorno era stato distrutto.
Arrivati alla diga si poteva notare che il suolo era diverso, stavamo camminando sopra la frana. Era strano vedere che sopra una frana sono state costruite strade, case e che ormai c’era una vegetazione particolari, con alberi giovani. Camminando verso la diga ci siamo incontrati con la nostra guida, si chiamava Italo ed era un sopravvissuto al disastro, nel 1963 aveva 19 anni, quando raccontava la storia della diga si poteva notare un tono di rabbia, infatti, dopo tanto tempo era ancora turbato.
Italo ci ha portato ad attraversare la diga, è molto alta e fa davvero impressione. Continuavo a pensare a quello che ha detto Marco Paolini durante la suo orazione civile, che i maschi quando la vedevano restavano là a bocca aperta, infatti è vero, è difficile immaginare come è stata costruita, quante persone non ci hanno lavorato.
All’ora di pranzo siamo andati a Erto, è un paesino molto bello circondato dalle montagne, paese cui l’onda è passata davanti senza creare particolari danni. Subito dopo pranzo abbiamo fatto il giro della parte storica.

In fine abbiamo fatto visita al cimitero dedicato ai morti del Vajont. Le duemila lapidi bianche erano allineate in modo ordinato e ciò faceva riflettere sull’accaduto di cinquanta anni fa, poi siamo rientrati a Vicenza verso le 18.
Secondo me è stata una bella esperienza ma anche un po’ triste però significativa e poi è stato importante poter parlare con una persona che ha vissuto sulla sua pelle la tragedia del Vajont, abbiamo appreso molte informazioni importanti da parte del signor Italo, che secondo me sui libri non si trovano.

Il Vajont

In partenza per il Vajont

In partenza per il Vajont

La visita al Vajont rientra nella tematica che caratterizza l’Idea 2.0 della classe. Il viaggio a Longarone è stato la tappa finale di un lungo percorso di preparazione che ci ha visti coinvolti in numerose attività.
Descriviamo il percorso che ci ha visti protagonisti in questa iniziativa:

  1. Visione dello spettacolo (orazione civile) di Marco Paolini. Racconto dettagliato dal 1956 al 1963 sul tema Vajont tenendo presente gli scritti di Tina Merlin.
  2. Ricerca in aula con Internet dei siti che ricordano la tragedia. Fra i tanti quello da cui abbiamo attinto maggiormente è stato http://www.longarone.info/vajont.htmLa diga
  3. Approfondimento sulla giornalista Tina Merlin con la lettura di un articolo di giornale
    Lettura, analisi e sintesi di un articolo della giornalista pubblicato su “l’Unità” il 13 Ottobre del 1963. In questo articolo la giornalista sostiene la tesi che la tragedia era prevedibile e quindi evitabile.
  4. Confronto con articoli di altri giornalisti. (Dino Buzzati ha scritto su ”Il Corriere della Sera” il giorno 11/10/1963, Giorgio Bocca ha scritto su “Il Giorno” nella stessa giornata e Giuseppe Longo su “Il Gazzettino” domenica 13/10/1963).
    Secondo Buzzati l’uomo ha fatto una grande opera di ingegneria e la natura ha compiuto la tragedia, mentre secondo Bocca l’uomo è un moscerino in confronto alla natura che è stata responsabile del disastro. Buzzati esalta le capacità costruttive dell’uomo mentre Bocca no, lo ritiene insignificante in confronto ai fenomeni naturali. Non c’è in entrambi gli articoli un analisi di tipo scientifico. Buzzati ha un linguaggio poetico mentre Bocca ha una scrittura più semplice. Giuseppe Longo ha un linguaggio più formale ed articolato e tiene una posizione imparziale, non dà giudizi prematuri ma aspetta l’esito delle commissioni d’inchiesta. Non da colpa né all’uomo né alla natura dato che non conosce bene i fatti e tiene una posizione neutrale, non si sbilancia, si astiene da un giudizio che non si basi su dati accertati dagli organi competenti.
  5. Produzione di una scrittura documentata utilizzando il materiale visivo e i testi che abbiamo avuto l’opportunità di leggere.
  6. Visita del luogo del disastro.
  7. Relazione sul viaggio.

scrittura documentata
La mappa del nostro percorso didattico
Relazione sulla visita al luogo del disastro

La nostra indagine sulla raccolta differenziata

Chantalle utilizza il cassonetto della carta

Chantalle utilizza il cassonetto della carta

Dopo l’incontro con il sig. Bozzo di Società Valore Ambiente e la distribuzione all’interno delle classi e nei corridoi dei bidoncini gialli e blu per la raccolta differenziata, abbiamo pensato, insieme con il prof. di Scienze, di fare un’indagine presso i nostri compagni del biennio sulla raccolta differenziata, così come viene vista e vissuta dai ragazzi nostri coetanei.

il questionario

il nostro questionario

Abbiamo quindi predisposto un questionario da somministrare a tutte le classi prime e seconde. Ci siamo confrontati per scegliere le domande da proporre ed anche le possibili tipologie di risposta, abbiamo poi anche discusso sulla modalità di somministrazione del questionario. La prof.ssa di matematica ci suggeriva di realizzare un questionario on line utilizzando le Apps di Google considerando che lei stessa ci aveva tenuto una lezione supplementare pomeridiana per spiegarci come utilizzare gli strumenti di Google.

raccolta differenziata

Dopo esserci confrontati però noi abbiamo preferito (anche per motivi organizzativi visto che eravamo oramai alla fine dell’a.s.) somministrare il questionario in forma cartacea.
Ci siamo quindi organizzati a gruppi e siamo andati per le classi a spiegare ai nostri compagni in cosa consiste l’iniziativa e somministrare e raccogliere il questionario.

In seguito abbiamo riportato le risposte in un foglio excel e quindi rielaborato i dati raccolti rappresentando i risultati in sintesi in alcuni grafici.

uno dei nostri grafici
Al termine abbiamo anche pensato di produrre un opuscolo divulgativo da distribuire all’interno della scuola per sensibilizzare e incentivare i nostri compagni ad essere più attenti nel gettare i rifiuti che produciamo a scuola.

Dai link seguenti si possono consultare:

Uscita didattica a Valdagno

in partenza per Valdagno

Venerdì 27 aprile noi della classe 2 B siamo andati a visitare con la professoressa di economia aziendale, la città sociale di Marzotto a Valdagno.
Dopo un’ora circa di viaggio siamo arrivati alla scuola superiore di Valdagno incontrando la nostra preside del Fusinieri. Lei molto gentilmente ci ha fatto fare un giro turistico della scuola per vedere gli indirizzi specifici come la chimica e la tessitura. Inoltre ci raccontò la storia dell’impresa di Marzotto.

Fabbrica Marzotto

Fabbrica Marzotto a Valdagno

L’impresa di Marzotto nacque nell’800 grazie alle ricche risorse naturali che il luogo gli consentiva come: la lana di buonissima qualità, l’acqua molto pura del fiume Agno e la seta. Ma la cosa più importante che ha causato il grande sviluppo di quest’impresa è stata grazie alle magnifiche invenzioni di Gaetano Marzotto:costruì una città intorno all’industria dove vivevano tutte le famiglie che ci lavoravano, nelle ville vivevano i dirigenti e negli appartamenti vivevano gli impiegati. Costruì delle scuole per i figli dei lavoratori, consentì la maternità a tutte le donne in gravidanza, fece un campo da calcio, due piscine di cui una era olimpionica e costruì dei luoghi di svago durante il tempo libero. In più creò un villaggio estivo a Jesolo dove le famiglie potevano passare le vacanze.

Il DS mostra il laboratorio

Il Dirigente Scolastico porta la 2B in visita al laboratorio della scuola

Nel periodo migliore di questa impresa c’erano quasi 12.000 impiegati, questo sta a significare che i lavoratori erano molto soddisfatti del loro lavoro infatti la Marzotto viene ricordata perché è stata una delle prime industrie a pensare alla vita dei lavoratori quindi se le famiglie vivevano in armonia senza pensieri ovviamente lavoravano con più voglia.
Insomma, Marzotto ha avuto un’idea che ha rivoluzionato il modo di lavorare e ha fatto cose dove nessuno ci sarebbe arrivato.
Dopo questa interessantissima visita turistica siamo tornati a casa con molta più conoscenza di prima riguardo alle industrie sostenibili.

La gita è stata molto interessante, abbiamo capito come un’impresa familiare con 12 dipendenti abbia potuto diventare famosa in tutto il mondo e una città sociale.

Qualche altra notizia

La città sociale di Marzotto a Valdagno

Alcune nostre presentazioni

– Il progetto cl@sse 2.0 e la città sociale

Marzotto Group

AIM – Società Valore Ambiente

Ieri, 15 dicembre 2011, noi ragazzi della classe 2^B dell’Istituto “ITC Fusinieri” abbiamo avuto il piacere di accogliere nella nostra classe il Sig. Bozzo, rappresentante del gruppo “AIM Società Valore Ambiente” che si occupa della gestione integrale dei rifiuti urbani e dell’igiene del suolo in tutto il Comune di Vicenza, per parlarci del problema dello smaltimento dei rifiuti e della raccolta differenziata.
Il titolo che abbiamo dato all’incontro è stato “RIUSO, RICICLO”.
Durante questo incontro abbiamo discusso dei rifiuti nell’area vicentina, argomento che fa parte del nostro percorso didattico e del nostro progetto, come Cl@sse 2.0, sullo sviluppo sostenibile.
In passato avevamo già parlato di questi argomenti, però li avevamo approfonditi soltanto dal punto di vista delle problematiche ecologiche di un’azienda.
Prima di questa esperienza la classe aveva già a disposizione un cestino di colore giallo per la raccolta di carta e cartoni e il normale cestino presente in tutte le classi per la raccolta mista, dopo questo approfondimento si è aggiunto anche un cestino di colore blu per plastica e lattine.
Il relatore ci ha esposto l’ argomento attraverso una rappresentazione in powerpoint utilizzando la nostra lavagna LIM.

Le prime diapositive presentavano un po’ di statistiche e dati del territorio vicentino riguardo l’argomento nel quale viene prodotta, secondo i numeri, moltissima immondizia, più o meno 650 kg/ab all’anno.
I metodi per ridurre tutto ciò sono:

  • acquisto di frutta , verdura, salumi in banco, e non con molti imballaggi;
  • acquisto di confezioni in formato famiglia e riutilizzabili (vasi di marmellata o bottiglie in vetro);
  • acquisto di borse riutilizzabili.

I materiali più comunemente riciclati sono: vetro, carta, plastica, verde, organico.
Ovviamente per riciclarli bisogna separarli con cura tra di loro, in modo da non creare problemi alle aziende che si occupano di questo settore.
Il riciclo del vetro è tra i più comuni, esso viene messo nei contenitori di colore verde, successivamente i pezzi vengono fusi ad altissime temperature con altri elementi necessari per il riutilizzo della materia.
La plastica è stata una scoperta eclatante perché è facile da riciclare grazie alla sua bassa temperatura di fusione, però purtroppo c’è ancora molta gente che si disinteressa di ciò e si limita a buttarla nel secco o altri contenitori non adatti.
La carta e cartoni vengono raccolti, dopodiché la procedura di riciclo non è complessa: tutto viene disciolto in acqua con diverse sostanze per farlo diventare come una pasta. A questa pasta viene data una forma, si fa seccare e viene riutilizzata.
Il materiale organico può essere: smaltito, trasformato in terriccio (feci di animali e tuorlo d’uovo ecc..) o dato in pasto agli animali (resti di ortaggi frutta o cibi).
I rifiuti che vanno nel secco vengono smaltiti attraverso gli inceneritori e le discariche. Nei primi vengono bruciati con temperature altissime per ridurne il volume e il fumo prodotto viene depurato.
Nelle discariche, invece, vengono depositati per un ciclo di anni perché possono crearsi sostanze tossiche.
Dopo di che viene effettuato periodicamente il lavaggio, il diserbo e l’idropulizia stradale in più spazzamento manuale e meccanico e svuotamento dei cestini presenti in ogni quartiere.
Ma avere le strade pulite e senza rifiuti ha un costo, che può essere fisso per quanto riguarda i rifiuti del suolo o variabile per quanto riguarda i rifiuti prodotti in ogni casa, dipende dal numero dei rifiuti e dalle decisioni di AIM Vicenza che si occupa di calcolare il prezzo dal 2002.
Poi, ad un tratto, sulle diapositive è comparsa un immagine molto bizzarra, ma significativa, per fare capire come la produzione di rifiuti complessivi in ogni abitazione del Comune di Vicenza, potrebbe in effetti riempire ogni quattro mesi l’intero stadio Menti di Vicenza.
Successivamente, dopo questa breve parentesi, sono stati elencati i quattro elementi (le quattro R) necessari per inquinare il meno possibile e migliorare le nostre vite: RIDURRE, RIUSARE, RICICLARE, RECUPERARE .

Come possiamo RIDURRE?

Svolgendo una spesa consapevole, ad esempio comprando frutta, verdura, salumi, formaggi…ecc. al banco, in modo da ridurre la carta o la plastica oppure prendere le borse riutilizzabili in tela o iuta. Sarebbe molto meglio non comprare gli oggetti con le scatole doppie ,ad esempio gli yogurt, ma prenderli sciolti in modo da sprecare meno carta o altro per gli imballaggi.

Cosa possiamo RIUSARE?

Le bottiglie di plastica ad esempio, prendendo l’acqua dal rubinetto e riutilizzando le bottiglie; le borse, comprando quelle in tela che si possono riutilizzare molte volte e per ogni spesa che facciamo,oppure i barattoli ad esempio della marmellata o della cioccolata e la carta, imparando ad usare entrambi i lati del foglio e non soltanto uno.

Cosa possiamo RICICLARE ?

La carta! Da un po’ di tempo anche il tetrapack si può gettare nel bidoncino giallo o nel bidone bianco della carta. Nei contenitori per la carta non si può però gettare la carta unta di sporco, come il cartone della pizza unto di olio, oppure gli scontrini perché sono fatti con carta chimica.
Il vetro! Nella campana verde del vetro, possiamo gettarci le bottiglie (dell’olio, dell’acqua…ecc) oppure i vasetti in vetro o i bicchieri. Ma non possiamo gettarci le tazzine o la porcellana, perché fondono a temperature molto elevate e resterebbero i pezzi intatti in mezzo al vetro fuso. Nemmeno le lampadine possiamo mettere dentro alla campana del vetro ,perché sono fatte con molti altri materiali.
La plastica e il metallo! Da un po’ di tempo le lattine vanno buttate nello stesso bidone azzurro della plastica, però non possiamo mettere le siringhe o i giocattoli o imballaggi in plastica sporca. Non possiamo buttare nemmeno le bombolette o dei filtri per quanto riguarda il metallo.
Sempre nella raccolta differenziata c’è il rifiuto organico, che si divide tra verde e organico.
Non si possono buttare i fogli di alluminio, le pile o i tessuti colorati, però la lana e le fibre naturali si posso gettare nel sacchetto dell’umido.
Possiamo gettare l’erba secca, le potature, terriccio, segatura e paglia o altro sempre relativo al verde.
In questi due cassonetti viene gettato il rifiuto residuo che non trova spazio nella raccolta differenziata.
A Vicenza, ci sono tre riciclerie:
• a Nord: laterale di strada postumia;
• a Ovest: laterale di Via del Mercato;
• a Sud: a Longara.
In queste riciclerie, possiamo portarci i rifiuti ingombranti e pericolosi.

Come possiamo RECUPERARE ?

Con la termovalorizzazione e la produzione di biogas.
TERMOVALORIZZAZIONE:
1. termovalorizzazione: grazie alla presenza di un inceneritore, possiamo ricavare il calore necessario per il riscaldamento dell’acqua o per la produzione di energia elettrica, risparmiando così anche materie prime .

BIOGAS:
il biogas è una miscela di vari tipi di gas( metano, anidride carbonica e idrogeno)
prodotti da una fermentazione batterica, senza ossigeno, dei residui organici presenti nei rifiuti.

Infine, dopo aver spiegato quasi nei minimi dettagli quello che dovrebbe essere il nostro compito di bravi cittadini, cioè assicurarci di rispettare l’ambiente e imparare a fare la raccolta differenziata, il signor Bozzo di Valore Ambiente del Comune di Vicenza ha ringraziato per l’attenzione e l’acuta osservazione di noi studenti nei confronti di quest’argomento , ha salutato cordialmente e si è avviato verso un altro luogo in cui insegnare ad altri giovani studenti il modo giusto con cui affrontare le problematiche del riciclaggio .

Le nostre impressioni

Possiamo affermare che questa esperienza è stata utile e formativa perché tutta la classe ha acquisito nuove competenze su questo argomento. Abbiamo imparato i metodi di riciclaggio, di smaltimento dei rifiuti e come possiamo fare per ridurli per un futuro migliore e più pulito.
Secondo noi l’incontro è servito ad aiutarci a chiarire dei dubbi sulla raccolta differenziata, infatti il signor Bozzo ha risposto a tutte le nostre domande.
Grazie a questa esperienza abbiamo appreso molte cose interessanti ed allo stesso tempo semplici ma importanti, per esempio non sapevamo che il tetrapack va gettato nel contenitore per la carta.

Alla fine, grazie a quest’incontro, noi ragazzi abbiamo acquisito delle conoscenze in più relative alla raccolta differenziata, abbiamo capito a cosa serve davvero e come si può fare nella maniera migliore, cosa possiamo gettare nella carta o nella plastica.

Io sono stata soddisfatta di aver fatto quest’incontro perchè alcune mie domande, su cosa posso buttare in un determinato bidone rispetto ad un altro, hanno finalmente ricevuto una risposta.

Il mio giudizio personale è molto breve, posso solo dire che l’argomento è stato abbastanza interessante visto che non sono molto abituata a fare la raccolta differenziata. Tutto sommato sono state due ore molto utili e il tempo è trascorso rapidamente.

Presentazione della cl@sse 2.0

conferenza presentazione cl@sse 2.0

All’inizio del nuovo anno scolastico e all’inizio della nostra classe seconda, le nostre insegnanti di Economia Aziendale e Matematica hanno organizzato una mattinata di presentazione del progetto della cl@sse 2.0 alla scuola ma soprattutto al territorio e agli enti esterni.

Studenti e pubblico esterno alla scuola

conferenza in aula magna

Sono stati invitati i rappresentanti delle diverse istituzioni tra cui il dott. Fabrizio Floris in rappresentanza dell’USR Veneto, l’Assessore provinciale all’Istruzione dott.ssa Morena Martini, l’Assessore Comunale all’Ambiente Antonio Dalla Pozza, il dott. Silvano Golin Dirigente dell’Assessorato all’Istruzione del Comune di Vicenza, rappresentanti delle organizzazioni Industriali, il dott. Armido Marana della Zema, Fabbrica Pinze Schio srl, il signor Bozzo in rappresentanza della Società Valore Ambiente, la dott.ssa Marisa Cacciavillan che si occupa di Responsabilità sociale d’impresa presso il Centro Produttività Veneto e i rappresentanti della Banca Popolare di Vicenza e della Unipol Banca sponsor della cl@sse 2.0.

Il dott. Floris in rappresentanza dell'USR Veneto

Dopo la presentazione e il benvenuto del Dirigente Scolastico prof.ssa Adriana Campesan, le docenti Anna Nardi e Lucia Nazzaro hanno illustrato il progetto della cl@sse 2.0 spiegando le motivazioni che hanno indotto l’istituto a partecipare alla selezione del MIUR e quelle da cui è poi nata la loro Idea 2.0: lo sviluppo sostenibile e la responsabilità sociale d’impresa studiate attraverso l’uso costante di tencologie digitali e una forte interazione con il territorio. Si sono susseguiti poi gli interventi dei diversi invitati.

invitati e sponsor

Anche noi abbiamo avuto il nostro ruolo: i giorni precedenti all’incontro abbiamo preparato un video che ci ha visti protagonisti sia nella realizzazione delle riprese e del montaggio sia come “attori”.
L’obiettivo era quello di raccontare “la storia” della cl@sse 2.0 come si era sviluppata fino a quel giorno, come l’abbiamo vissuta e ciò che abbiamo realizzato.
Ci siamo quindi ripartiti i compiti e alcuni di noi hanno preparato alcune slide che rappresentavano le diverse attività svolte e, ognuno, presentava quindi la propria parte.
Altri nostri compagni facevano le riprese e Riccardo si è occupato poi del montaggio video e delle musiche.
Durante la conferenza abbiamo mostrato il nostro video. E’ stata la nostra prima opera, con molti limiti, ma per noi significativa.
Mattia il nostro rappresentante di classe
Alla fine, anche se non era programmato, Mattia, uno dei nostri rappresentanti di classe, ha chiesto di intervenire e, con grande sorpresa dei nostri insegnanti, ha fatto un bel intervento, era anche un po’ emozionato, ma ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per far avere i computer alla classe e che hanno contribuito con i loro finanziamenti ma anche coloro che si sono resi disponibili ad offrire alla classe opportunità di approfondimento sul tema dello sviluppo sostenibile e ancor di più ai docenti che hanno dedicato molto del loro tempo a questa iniziativa.
Durante la conferenza Andrea era il fotografo e Faicel addetto alle riprese video. Alcune foto sono in questa pagina, le altre e il video le pubblicheremo in futuro.
C’era anche la stampa, il Giornale di Vicenza, il Corriere del Veneto, TVA e Canale 68.

Sulla stampa locale

Riportiamo in questa pagina i link agli articoli che sono stati pubblicati sulla stampa locale.

dal Giornale di Vicenza del 4/11/2011

dal Giornale di Vicenza del 8/11/2011

dal corriere del veneto del 5 novembre 2011

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